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Storia di Napoleone

1. Giovinezza di Napoleone
Napoleone nasce nel 1769 ad Ajaccio nell’isola di Corsica, ceduta l’anno precedente alla Francia dalla Repubblica di Genova. I suoi genitori, Carlo Buonaparte e Letizia Ramolino, appartenevano a famiglie italiane di piccola nobiltà.
A nove anni il ragazzo è avviato alla carriera militare. Studia alle scuole militari di Brienne e di Parigi. A Brienne mostra già la sua attitudine al comando dirigendo squadre di allievi che si scontrano a palle di neve nel cortile della scuola. Nel 1785 è nominato sottotenente d’artiglieria: ha solo 16 anni.

2. Primi successi
Nel 1789 Scoppia a Parigi la grande rivoluzione contro l’assolutismo monarchico e contro i prvilegi dei nobili. La monarchia francese è rovesciata ed è proclamatala repubblica.
Napoleone, ormai capitano d’artiglieria, ha l’occasione di mostrare le sue qualità do stratega a Tolone, che si è ribellata al governo consegnando il porto e l’arsenale alla marina inglese. Egli, chiamato a dirigere l’artiglieria, rende possibile la resa della città ed è promosso generali di brigata.
Un’altra occasione gli è data due anni dopo (1795) a Parigi dove, on alcuni cannoni, mette in fuga una folla di rivoltosi monarchici e salva il governo rivoluzionario. In seguito è nominato generale in capo dell’armata d’Italia.
Prima di prendere il comando dell’esercito sposa la giovane Giuseppina del La Pagerie, vedova del gen. Beauharnais ghigliottinato durante il Terrore.
 
3. 4. Prima campagna d’Italia (1796-1797)
Austria e Piemonte, con l’appoggio dell’Inghilterra, lanciano le loro forze contro la Francia per ristabilire la monarchia francese,
Napoleone le affronta separatamente.
Vinti i piemontesi a Millesimo, Dego, Montenotte e Mondovì, si butta contro gli austriaci e li batte a Lodi, ad Arcole e poi, nel gennaio 1797, a Rivoli. Il 15 maggio, dopo la vittoria di Lodi, entrato a Milano, aveva organizzato la Legione Lombarda, alla quale aveva consegnato il tricolore verde, bianco e rosso che, nella battaglia di Arcole, avrebbe avuto il battesimo di fuoco.
 
5.  Spedizione d’Egitto (1798-1799)
Per vincere l’Inghilterra Napoleone pensa di ostacolarne il commercio d’India.
Sbarca con 54.000 uomini in Egitto dove sconfigge la terribile cavalleria dei mammalucchi e le forze egiziane nella “battaglia delle piramidi”. Ma, distrutta dagli inglesi la flotta francese nella rada di Abukir, resta bloccato in Egitto.
Organizza un gruppo di studiosi per esplorare le antichità egiziane e compie una spedizione contro i turchi in Siria (battaglia di Monte Tabor e Assedio di Acri). Tornato al Cairo con soldati decimati dalla peste, affronta 20.000 turchi sbarcati ad Abukir e li annienta.
In Europa le cose vanno male per i francesi. Napoleone, affidato l’esercito al gen. Kleber, torna in Francia, sfuggendo alla flotta inglese, ed è accolto dal popolo come un salvatore.
 
6. Napoleone primo console (1799)
In Francia il governo è incapace di mantenere l’ordine interno e di arginare l’avanzata degli eserciti nemici. Napoleone deve salvare la situazione. Sostenuto dal prestigio ottenute con le vittorie passate e aiutato dal fratello Luciano, presidente della camera dei 500, s’impadronisce del potere e crea un governo di tre consoli dei quali egli è il primo (litografia a colori alla parete)
 
7. Seconda campagna d’Italia. Marengo (1800)
Nel 1800 eserciti austriaci minacciano la Francia sul Reno e in Piemonte. Affidato l’esercito del Reno al gen. Moreau, Napoleone, con un’armata allestita in fretta, valica le Alpi cavalcando un mulo. E’ ospitato al Gran S. Bernardo dai monaci dell’ospizio.
Il 14 giugno affronta le forze austriache a Marengo. Nel pomeriggio sta per subire una grave sconfitta, quando il gen. Desaix, attirato dai cannoni di Marengo, giunge ed entra nella mischia con le sue truppe e assicura a Napoleone una grande vittoria, ma muore in battaglia.
regno d'Italia 1810
 
8. Napoleone imperatore dei francesi e re d’Italia (1804-1805)
Preoccupato dalla perenne minaccia inglese, Napoleone pensa di attaccare l’Inghilterra nel proprio territorio e allestisce una flotta e un esercito di 150.000 uomini a Boulogne.
Per dare stabilità alla nazione si fa proclamare “console  a vita” e poi “imperatore dei francesi”. La gloria napoleonica tocca il vertice il 2 dicembre 1804 con la solenne incoronazione nella cattedrale di Notre Dame, dove interviene papa Pio VII.
L’anno dopo, Napoleone, assunto il titolo di “re d’Italia”, si reca a Milano e l’8 maggio è incoronato con la “corona ferrea”; però, deludendo le richieste degli italiani, nomina vicerè il suo figliastro, principe Eugenio Beauharnais.
 
 
9. Battaglie di Ulma e Austerlitz (1805)
Ma Austria e Russia hanno già messi in campo i loro eserciti per rovesciare il nuovo imperatore.
Napoleone, abbandonata l’idea d’invadere l’Inghilterra, li affronta; vince gli austriaci ad Ulma (19 ottobre), entra a Vienna, e poi batte gli austro-russi ad Austerlitz nella “battaglia degli imperatori” (2 dicembre 1805).
 
    
 
 
10. Battaglia di Jena e di Eylau (1806-1807)
Napoleone vuole la pace, ma una nuova sfida lo costringe a prendere le armi: Federico di Prussia, istigato dalla moglie Guglielmina, scende in campo alleandosi con la Russia. La risposta è rapida: Napoleone batte i prussiani a Jena e poi vince i russi a Eylau; ma questi rifiutano le trattative di pace.
 
battaglia di friedland
 
 
11. Friedland (1807)
E’ a Friedland, il 4 giugno 1807, che l’esercito risso subisce una disfatta decisiva.
Lo zar di Russia Alessandro I chiede la pace. L’incontro con Napoleone blocca tutti i porti d’Europa al commercio inglese per rovinare economicamente l’Inghilterra.
 
12. Intervento in Spagna e battaglia di Wagram (1809)
Il Portogallo, sostenuto dall’Inghilterra, rifiuta il blocco commerciale. Napoleone interviene ma è rispinto.
In Spagna, con poca chiaroveggenza, interviene in una lite dinastica e mette sul trono il proprio fratello Giuseppe. Gli spagnoli insorgono e la guerriglia dissangua le forze francesi.
Intanto l’Austria approfitta dell’insuccesso francese nella penisola iberica e si riarma.
Napoleone lascia la Spagna, corre in Germania, batta gli austriaci ed entra in Vienna.
La battaglia decisiva avviene a Wagram il 6 luglio 1809; l’Austria, gravemente sconfitta. Deve firmare la pace.
Questa è l’ultima grande battaglia dell’impero.
 
13. L’Aquilotto (1810-1811)
Dopo Wagram napoleone decide di divorziare con Giuseppina che non può dargli un erede. Sposa la diciottenne arciduchessa Maria Luisa, figlia dell’imperatore d’Austria. Maria Luisa lo rende felice dandogli un figlio. Napoleone II, nato il 20 marzo 1811, al quale è dato il titolo di Re di Roma.
 
14. 15. Campagna di Russia (1812)
Nel 1812 lo zar di Russia, preoccupato per il blocco commerciale che danneggia i suoi stati e per la creazione del Gran Ducato di Varsavia voluto da Napoleone, chiede lo sgombero della Polonia da parte delle truppe francesi.
  
 
Napoleone raduna una grande armata di 600.000 uomini (vi sono 50.000 italiani) e marcia contro la Russia (giugno 1812). I russi di ritirano lasciando dietro di se terra bruciata. Alla Moscowa (Borodino) Napoleone si incontra finalmente con le forze russe, ma non ottiene vittoria completa. Per inseguirle prende la via che lo conduce a Mosca dove entra il 14 settembre; la trova abbandonata e in preda alle fiamme.
Fino al 19 ottobre aspetta invano dallo zar una risposta alle proposte di pace; con l’arrivo dell’inverno è costretto a ritirarsi (tavole a colori)
 
16. Tragica ritirata
 Il freddo , le malattie, la fame e gli attacchi dei cosacchi fanno strage della grande armata. La catastrofe è completa al passaggio della Berisina. Solo 30.000 uomini in ritirata giungono in Polonia.
 
17. Campagna di Germania e di Francia (1813-1814)
La disfatta di Napoleone incoraggia la resistenza dei popoli europei che si uniscono contro il nemico comune. Con forze molto inferiori napoleone vince ancora scontri minori a Lutzen, Bautzen e Dresda. Ma a Lipsia (16-16 ottobre 1831) i francesi subiscono una grave disfatta. Gli alleati entrano in Parigi il 31 marzo 1814.
Napoleone vince ancora qualche scontro, ma ridotto alla proporzione di una a quattro, è costretto  a fermarsi.
 
18. All’isola d’Elba
Il 6 Aprile 1814 Napoleone abdica. A Fontainebleau saluta commosso i granatieri della Guardia Imperiale. Gli è assegnata l’isola d’Elba come luogo d’esilio e minuscolo principato da governare,
La politica reazionaria del re di Francia oriente di nuovo i francesi verso Napoleone. Egli sbarca in Francia con un migliaio di uomini il 1 marzo 1815. I battaglioni inviati a fermarlo passano dalla sua parte ed entra a Parigi in trionfo. Ma le grandi potenze lo mettono al bando e decidono la guerra ad oltranza.
 
19. Waterloo: 18 giugno 1815
Con forze molto inferiori Napoleone spera di battere gli avversari separatamente. A Waterloo, in Belgio, affronta l’esercito inglese comandato da Wellington. La battaglia è furiosa. Egli spera nel ritorno del gen. Grouchy che con 30… insegue i prussiani… Invece, nel momento più critico, l’esercito prussiano arriva in aiuto agli inglesi. Nonostante la disperata resistenza francese e l’intervento all’ultimo dei granatieri della Guardia imperiale, i francesi sono travolti.
Napoleone deve abdicare e abbandonare la Francia. Si consegna agli inglesi che lo portano a S.Elena, squallida isoletta sperduta nell’Oceano Atlantico.
 
20. A S. Elena (1815-1821)
A S. Elena il clima è tropicale e umido, Napoleone alloggia in una baracca di legno invasa dai topi. La monotona vita quotidiana e resa più penosa dalla puntigliosa sorveglianza e dai maltrattamenti d’un governatore ottuso e insensibile.
Napoleone passa il tempo tra pochi amici dettando le sue memorie. La salute peggiora; soffre forse per ulcera allo stomaco.
 
21. Cinque maggio 1821
Dopo quasi sei anni d’esilio, assistito dal Cappellano Vignali e dal medico Antonmarchi, Napoleone muore all’età di 52 anni. Viene sepolto presso una fonte, all’ombra di tre salici piangenti, come aveva desiderato.
La Francia, 19 anni dopo, ottiene la restituzione delle spoglie dell’imperatore. Esse riposano ora in un sarcofago di porfido rosso sotto la cupola degli Invalidi a Parigi, in mezzo ai trofei delle vittoriose battaglie, tra i grandi di Francia.
Napoleone vegliato da un granatiere
Il simulacro, con cui termina il Museo, opera anch’esso dell’Antonelli, presenta la salma di Napoleone come fu esposta dopo la morte. Napoleone, in divisa di colonnello della Guardia Imperiale, giace sul letto da campo sul quale è steso il mantello azzurro che aveva portato a marengo.
Un granatiere della guardia Imperiale lo veglia.
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