Regione Veneto

1796 - 1815

Napoleone, giovane generale del Direttorio arriva ad Arcole durante la prima Campagna d’Italia. Qui sarà combattuta la famosa battaglia, contro l’esercito austriaco e i suoi alleati tra il 15 e il 17 novembre 1796. La vittoria francese diede a Napoleone la spinta alle ambizioni di potenza e predominio in tutta Europa. Sull’Arco di Trionfo di Parigi, è scolpito un bassorilievo che rappresenta la battaglia di Arcole.


Le Pasque Veronesi

Le Pasque veronesi furono l’episodio più importante del più vasto movimento delle insorgenze antifrancesi e antigiacobine, che scoppiarono in tutta la penisola italiana dal 1796 al 1814.
Premesse: L’obiettivo di Napoleone, già della primavera  del 1796, era completare la conquista della ricca Lombardia, annettendo le provincie di Bergamo e Brescia (all’epoca parte della Repubblica di Venezia). In effetti le truppe francesi, inizialmente accolte con l’impegno di una breve sosta, erano già presenti alla fine dell’anno a Brescia e Verona: in tal modo anche se le due città erano  ancora sotto il dominio veneto, si crearono le premesse per gli eventi dell’anno successivo. A Verona in particolare i francesi giunsero il 1° giugno 1796, occupando i forti militari e alcuni edifici per il ristoro delle truppe, nonostante la Repubblica Veneta avesse dichiarato la propria neutralità. I rapporti tra le popolazioni e i reparti veneti da una parte, e le truppe francesi dall0altra, furono difficili sin dall’inizio per il comportamento più da occupanti che da “ospiti” delle truppe francesi.


La Battaglia di Arcole
 
15 novembre:

All’alba i francesi, dopo aver costruito durante la notte un ponte di barche, passano l’Adige, Un contingente, agli ordini del gen. Augereau si dirige verso Arcole, dove si scontra con gli austriaci del col. Brigido.
A mezzogiorno giungono rinforzi austriaci, provenienti da Montebello. Arcole è difeso da due battaglioni di crociati che sorvegliano il ponte sull’Alpone con pezzi d’artiglieria.
Augereau aggredisce ripetutamente il ponte ma non è sempre respinto e deve ritirarsi.
Napoleone, dopo aver osservato l’insuccesso, va incontro ai soldati di Augereau e con i granatieri tenta nuovamente  e invano l’assalto, ma sono respinti e inseguiti. Durante la fuga, Napoleone cade da cavallo ed è tratto in salvo dai granatieri. I francesi devono quindi ripassare l’Adige. Nel pomeriggio truppe francesi,  al comando del gen. Guieux, passano l’Adige e marciano verso Arcole, lungo l’argine sinistro dell’Alpone. A sera occupano il paese, dopo che gli austriaci si erano ritirati verso San Bonifacio, ma, non vedendo truppe francesi sulla destra dell’Alpone, si ritirano e ripassano l’Adige.

16 novembre.

All’alba una colonna austriaca, agli ordini del gen. Mitrowski, scende da San Bonifacio verso Arcole, lungo le due sponde dell’Alpone e si scontrano con i soldati di Augereau che risalgono da destra. Gli austriaci, pur avendo il sopravvento, si dispongono a difesa di Arcole, Desmontà ed Albaredo. Augereau, nonostante i ripetuti assalti lungo l’argine sinistro dell’Alpone, alla fine della giornata è costretto ancora a ritirarsi.

17 novembre

Al mattino i francesi, dopo aver allestito un ponte verso la foce dell’Alpone, passano l’Adige ma vengono attaccati da truppe austriache Provenienti da Belfiore, dove caccia gli austriaci, mentre Augereau passa l’Alpone e dopo aver respinto il presidio di Albaredo, risale lungo l’argine sinistro dell’Alpone, verso Arcole. Gli austriaci intanto, inseguendo alcune truppe francesi, si dirigono verso il ponte di Ronco, ma vengono attaccati dalla riserva francese nascosta in Cantalovo e in seguito accerchiati degli uomini di Massena, provenienti da Bionde.
Il Mitrowski, appostato ad Arcole, riceve rinforzi, mentre i francesi ritornano all’attacco con tutte le loro forze: Massena a destra e Augereau a sinistra dell’Alpone.
Contemporaneamente un certo “Hercules”, ufficiale delle guide a cavallo, con 25 uomini passa l’Adige, agira tutte le paludi sulla sinistra e suonando la carica, piomba alle spalle degli austriaci che si credono accerchiati e cominciano a ritirarsi. A tarda ora Arcole è in mano ai francesi.
 
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